L'ISLI (International Life Scienze Institute) definisce "Funzionali" quei cibi che, oltre ad avere un adeguato contenuto nutrizionale, sono riconosciuti come agenti benefici per una o più funzionalità sull'organismo, cibi che per le loro caratteristiche, portano ad un miglioramento dello stato di salute e di benessere o ad una riduzione del rischio di malattia.
Nutrire un bambino sembra un'azione semplice, in realtà, questo compito fa emergere le grandi difficoltà che si incontrano nel mondo dell'alimentazione della prima infanzia: un vero e proprio universo, fatto di schemi alimentari, di formule, di calcoli dei fabbisogni calorici, proteici, lipidici, ma anche di interessi economici delle aziende produttrici, di pericoli per l'insorgenza precoce delle malattie, di consigli ed a volte di "ordini" impartiti ai genitori da parte di "tecnici esperti di alimentazione infantile".
In tema di alimentazione sarebbe, in realtà, più opportuno ascoltare i reali bisogni dei bambini, poiché, l'ansia manifestata dai genitori è spesso legata all'inappetenza dei loro figli.
Fin dall'antichità e, in particolare, in questo momento di grande benessere sociale ed economico, per la maggior parte dei genitori, il problema dell'alimentazione è la principale fonte di angoscia e di insicurezza, di sensazioni di incapacità e di inadeguatezza a svolgere il proprio compito di nutrire al meglio i propri figli.
La modificazione della struttura della famiglia, i consigli degli "esperti", i falsi modelli creati ad arte per scopi commerciali dai mezzi di comunicazione di massa, contribuiscono in modo determinante ad accentuare queste sensazioni.
"Dove non c'è divertimento il cibo si colora di beige" affermava Raymond Blanc, chef di fama mondiale.
L’alimentazione al Nido Benessere™L'alimentazione è una tappa significativa che i bambini sperimentano con l'ingresso al Nido. Ogni bambino si presenta con il proprio temperamento, le proprie abitudini alimentari ed i propri gusti.
Bambini che vivono un rapporto conflittuale con gli alimenti o considerano la "pappa" un obbligo imposto hanno, con molta probabilità, bisogno di trovare l'approccio giusto con il cibo.
L'ingresso dei bambini al Nido, coincide spesso con la delicata fase dello svezzamento.
Ma cosa si intende per svezzamento?.
Il popolo dei pellirosse chiama lo svezzamento "
dimenticare la mamma", ovvero, il momento in cui il bambino passa dal latte agli alimenti solidi; concetto simile a quello espresso, in forma più sbrigativa dai francesi, difatti, il verbo
sevrer, che significa "svezzare", ha anche il significato di "
recidere".
Gli inglesi usano il verbo
to wean,, che ha il significato di "
abituare alla novità", mentre per i cinesi lo svezzamento è soltanto
duan nai, "togliere il latte".
E in italiano? Il vero significato del verbo "
svezzare" è poco conosciuto poiché, letteralmente, significa "
perdere un vizio".
Per secoli, quando le carestie decimavano milioni di persone, il latte materno era spesso per il neonato l'unica speranza di sussistenza, pertanto, questo prezioso e naturale alimento veniva dato ai bambini per un periodo di tempo il più lungo possibile.
Vi erano però, come spesso accade, persone che ritenevano questo atteggiamento promotore di una cattiva abitudine nei bambini. Il problema di non "viziarli" era allora molto sentito e il prolungare nel tempo questa abitudine avrebbe reso più difficile il passaggio ai cibi "dei grandi".
Ecco quindi che il termine "svezzare" entra nel linguaggio popolare come identificatore di questo passaggio.
Successivamente, nel periodo in cui le donne cominciarono a lavorare in gran numero nelle aziende si fece strada la tendenza ad anticipare sempre più il periodo dello svezzamento, fino ad arrivare, negli anni Sessanta, a considerare normale il distacco del bambino dal seno materno già al secondo o terzo mese di vita.
Con l'avvento degli omogeneizzati, dei forni a microonde e dei fast-food, si pensò che la semplicità del latte non fosse più adeguata ai ritmi accelerati della vita moderna.
I pediatri d'avanguardia di allora sostenevano che prima si svezzava il bambino, prima lo si abituava ad essere indipendente e lo si avviava ad uno sviluppo rapido.
Ma non era proprio l’atteggiamento giusto da utilizzare.
Il momento della pappa va "
celebrato" e necessita di un clima rilassante; il gusto, la vista e l'olfatto sono sensi, custodi di sensazioni, di ricordi e di esperienze. Vanno considerati nella loro globalità, nessuno va trascurato.
Non sono rari i casi in cui fanno ingresso in Asilo Nido bambini con intolleranze alimentari o difficoltà nell'assunzione di alcuni cibi; segnali molto importanti da "ascoltare", i primi segnali con cui la natura ci "consiglia" uno stile di vita più appropriato; difatti, molti disturbi dell’alimentazione si possono evitare o attenuare conducendo una vita più in sintonia con l'ambiente.
Popoli che vivono a contatto con la natura, hanno molto da insegnarci: la maggior parte dei cibi che questi mangiano sono prodotti localmente, sono prevalentemente vegetali e, soprattutto, non sono prodotti raffinati con processi industriali. Il cibo, ovviamente, non ha solo a che fare con la sopravvivenza, ma anche con il piacere e la compagnia, per questo è indispensabile considerare il momento del pranzo, un evento molto speciale, che necessità di un proprio magico rituale.
Al Nido Benessere™, il rituale del pranzo è un importante momento di socializzazione che viene regolarmente “celebrato”; stare vicini in questo momento di gioia, consente ai bambini di esprimersi in totale libertà: parlare, ridere, intonare una filastrocca. Ogni giorno le consuete dinamiche che portano i bambini con serenità e piacere verso un livello di amicizia e di cooperazione molto importanti.
E' il momento della filastrocca: tutti insieme, bambini, educatrici, operatrici e cuoca cantano e mimano gioiose e buffe filastrocche, in attesa che arrivi il momento della pappa. L'arrivo del carrello con il cibo dà inizio, con allegria, al momento da tutti più atteso; un momento di coinvolgimento e di condivisione generale, poiché anche le educatrici di riferimento consumano il proprio pasto con i bambini e con lo stesso cibo dei bambini.
I pasti, ben organizzati e ben cucinati, influiscono in maniera determinante anche sul benessere del personale e ne aumentano la soddisfazione nel lavoro.
Il momento del pasto necessita di molta attenzione, più di quanto ne abbia ricevuto in passato, poiché la cura dei particolari e dei rituali è la chiave per rendere questo momento piacevole ed educativo per i bambini e gratificante per il personale.
I bambini sono piacevolmente accompagnati, sin da piccoli, verso i gusti naturali, al poco dolce e poco salato, ai cibi non sofisticati, alla cucina semplice, affinché possano acquisire e memorizzare un bagaglio di ricordi gustativi, olfattivi e visivi che permetteranno loro di apprezzare quegli alimenti che non comprometteranno il loro stato di salute nell'età adulta.
Al trascorrere delle stagioni, in Asilo Nido, si accolgono con gioia i diversi prodotti del momento: l'arrivo della primavera, con le fragole e le ciliegie, dell'estate, con l'uva, dell'autunno con le castagne, dell'inverno, con le arance e i mandarini. Tutto è accolto come una novità e atteso con desiderio.
Il pranzo non è solo mangiare del cibo buono e sano: è nutrimento per lo spirito, è un momento di relazione con i propri compagni; ed è per questo che anche in questo prezioso momento, la professionalità della cuoca, la competenza e la sensibilità delle educatrici e delle operatrici sono di fondamentale importanza.